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lunedì 12 luglio 2010

Trama

Su laFeltrinelli.it è possibile leggere la trama de Il ragazzo con gli occhi blu, probabilmente la stessa che verrà poi stampata sulle alette del volume italiano. Eccovela qui:

Blu non è più un bambino cattivo. Ora è un uomo di quarant’anni. Lavora come portiere in un ospedale e vive ancora insieme alla madre in un paese dello Yorkshire. Un’esistenza ordinaria, all’apparenza un po’ monotona. Una vita molto diversa da quella che l’uomo conduce nel mondo virtuale. Blu ha un blog su un sito chiamato “badguysrock”, una community che ha fondato lui stesso, dedicata a tutte le persone cattive. Su internet dà sfogo ai suoi desideri più nascosti, confessa ossessioni di morte, racconta la sua infanzia, quella di un bambino pericolosamente affascinato dal male. Pensieri oscuri che girano attorno a una terribile fantasia, quella di uccidere sua madre. Una donna dura, con cui ha sempre avuto un rapporto carico di misteri. Ma cosa è vero e cosa non lo è? Qual è il confine tra realtà e mondo virtuale? Blu era realmente un bambino malvagio o semplicemente si inventava tutto? Forse l’inquietante Albertine, che condivide con Blu un agghiacciante segreto, lo sa. O forse no. Una cosa è certa: Blu non è quello che sembra. E mentre post dopo post le parole si fanno sempre più sinistre, la violenza cresce pericolosamente. C’è un solo modo per fermarla: scavare nel vero passato di Blu, un passato oscuro, un passato di rivalità e menzogne, il passato di un bambino incompreso, dotato di una sensibilità straordinaria. Fino a svelare il cuore malato di una famiglia profondamente disturbata. Solo così emergeranno le ragioni di un omicidio vecchio di vent’anni…

venerdì 9 luglio 2010

'Il ragazzo con gli occhi blu': Intervista a Joanne Harris

Attendendo l'uscita italiana di Blueeyedboy, ovvero Il ragazzo con gli occhi blu, e giusto per farmi salire un po' la curiosità, ho posto alcune domande a Joanne Harris, tanto per sapere qualcosa in più riguardo a questa sua ultima opera. Come sempre, lei è stata gentilissima e, qui di seguito, potete trovare quello che mi ha rivelato.
ATTENZIONE: una domanda, a mio modo di vedere, può essere considerata spoiler. Ve la segno in rosso così sapete di saltarla se preferite non avere questo tipo di informazioni.

Domanda: Probabilmente qualcuno lo saprà già ma, giusto per iniziare, puoi spiegare ai tuoi lettori italiani come Il ragazzo con gli occhi blu è nato?
Risposta: Ho avuto un'idea iniziale da un autista di taxi, anni fa, mentre ero in tour in Italia. Quest'uomo mi stava raccontando di sua madre e di come lei faceva indossare a lui, e ad ognuno dei suoi fratelli, solo un colore durante tutta la loro infanzia. Venne fuori che quest'uomo aveva cinquant'anni e che continuava a indossare il colore che sua madre gli aveva assegnato, anche se era morta da tempo. Questo mi ha fatto pensare a quale effetto i colori possono avere avuto sulla psicologia di questi fratelli, e come deve averli formati. Dopo di questo ho iniziato a pensare ai colori e alle percezioni in generale, e a come le percezioni sensoriali possono variare tra un individuo e l'altro. Poi ho portato la storia nel mondo virtuale dove le cose (e le persone) spesso non sono quello che sembrano...

D: Posso chiederti come mai sei passata al thriller? Non sono uno di quelli che ritengono Il ragazzo con gli occhi blu un cambio di direzione, ma ho l'impressione che con La scuola dei desideri, ma anche con Le scarper rosse e, ovviamente, con quest'ultimo, l'atmosfera dei tuoi libri sia più 'thriller oriented'. Perché credi di essere giunta a questa branchia letteraria?
R: Non penso sia stata una decisione cosciente. Scrivo la storia come mi arriva e non come parte di qualche traiettoria letteraria pre-orientata. La maggior parte dei miei romanzi, anche Chocolat, contiene elementi di oscurità e suspense.

D: Sempre parlando dei tuoi libri, specialmente gli ultimi, ma non solo, sei più interessata al 'cattivo', vero? Perché il 'lato cattivo' è così affascinante per te? Come scrittrice, trovi questi personaggi più intriganti? Più complessi?
R: Sono interessata a personaggi con complessi processi di pensiero. Non solo cattivi, sebbene io pensi che un personaggio a tutto tondo abbia, per definizione, tanta oscurità quanta luce nella sua testa. Mi piace guardare quale forma sviluppa una persona e quali segreti può nascondere, al mondo o a se stessi.

D: Pensi che Il ragazzo con gli occhi blu sia una sorta di approfondimento del lavoro fatto in La scuola dei desideri?
R: E' un thriller psicologico, come La scuola dei desideri. E sì, è molto oscuro, sebbene la maggior parte delle cose che succedono ne Il ragazzo con gli occhi blu siano più legate alla fantasia e al subconscio. Mi piace l'idea di un narratore talmente inattendibile che neanche lui riesce bene a distinguere tra cos'è reale e cosa non lo è.

D: Ossessione. Questa è la prima parola che mi viene in mente se penso a Il ragazzo con gli occhi blu. Possiamo dire che questo, in un certo senso, è un libro che parla di ossessioni? Penso che molti dei tuoi libri parlino di ossessioni. Qui abbiamo l'ossessione del protagonista per l'assassinio, l'ossessione di sua madre per la ricchezza, l'ossessione della madre di Emily di avere una figlia normale e, specialmente, una figlia artista. Ma, per esempio, ne Il seme del male abbiamo l'ossessione per Ginny. Anche ne Le scarpe rosse abbiamo l'ossessione di Vianne di essere normale. In La scuola dei desideri c'è l'ossessione per la vendetta... Perché le ossessioni sono così presenti? E quanto le nostre ossessioni vanno ad influire sulle nostre vite?
R: Credo che tutti noi siamo governati dalle nostre ossessioni. Non sempre è una cosa negativa. L'ossessione può essere vitale, appassionata, positiva. In questo caso, comunque, la forza guida è violenta e, alla fine, autodistruttiva. In ogni caso trovo interessanti le persone appassionate, e in rispetto di questo, tutti i miei libri riguardano varie ossessioni.

D: L'altra parola che posso collegare a Il ragazzo con gli occhi blu è: aspettativa. Come le aspetattive che le persone hanno su di te influenzano la tua vita? In questo libro io credo che le aspettative giochino un ruolo fondamentale, non lo pensi anche tu?
R: Sì, qui abbiamo numerosi personaggi che sono stati profondamente danneggiati dalle (più irragionevoli) aspettative dei loro genitori. Ma, in quanto società, noi siamo tutti bombardati dalle aspettative degli altri, forse adesso più di sempre. Ci è sempre stato detto come dobbiamo essere dai nostri genitori e dai nostri insegnanti, dalla pubblicità e dalla stampa. Questo influenza il nostro senso dell'io e la nostra autostima e ci porta a chiederci chi siamo. I personaggi de Il ragazzo con gli occhi blu hanno spesso problemi relativi al loro senso di identità, perché sono così abituati a vivere nelle aspettative degli altri che hanno perso il contatto con chi sono realmente.

D: Ad un certo punto del libro tu scrivi: "Ma soprattutto, perché è stato deciso che lui doveva essere nero, o che Ben doveva essere blu? E se i nostri ruoli fossero stati invertiti, le cose sarebbe state differenti?" La mia domanda, allora, è: credi nel Destino? E' già tutto deciso per noi, oppure no?
R: Credo nel Destino e nel duro lavoro in parti uguali. Una persona non dovrebbe incolpare il Fato per i propri difetti.

D: Leggendo di Albertine, soprattutto quando si scopre qualcosa del suo passato, la sua figura mi ha ricordato Zozie. Entrambe hanno rubato identità altrui... c'è una piccola parte di Zozie in Albertine?
R: Non vedo Albertine come Zozie, sebbene entrambe hanno 'affari' d'identità. Ma Zozie non desidera essere qualcun'altro, lei, semplicemente, prende quello che può dagli altri quando le aggrada. Albertine vive nella negazione di chi lei è realmente; per lei è più semplice pretendere di essere qualcun'altro piuttosto che vivere con quello che le è successo.

D: Perché sei ritornata in Inghilterra? E' premeditato o è semplicemente successo? Credi che una storia come quella de Il ragazzo con gli occhi blu sia particolarmente indicata per l'Inghilterra?
R: Circa metà delle mie storie sono ambientate in Inghilterra. Ma, in questa, il paese non è il punto centrale della situazione perché la maggiorparte dei fatti succede online...

D: Ho letto molti articoli riguardanti questo libro e, in molti casi, ho notato che il giornalista evidenziava il fatto che Il ragazzo con gli occhi blu è ambientato nella stessa città de La scuola dei desideri. Ma questa non è la prima volta in cui tu ritorni in un luogo inventato in un altro libro. In Vino, patate e mele rosse tu ritorni a Lansquenet, se non mi sbaglio. Perché ti piace ritornare in certi luoghi, nelle tue storie?
R: Perché mi piacciono... e perché certe comunità condividono elementi che mi interessano, e che mi piace includere nelle mie storie.

D: Internet, nel libro, gioca un ruolo principale. Cosa pensi della rete? E' più un bene o un male? E qual è la tua relazione con internet? Ne sei spaventata?
R: No, non ne sono spaventata. Semplicemente lo uso per i miei scopi. Come l'elettricità, è una forza né buona né cattiva, ma con un potenziale infinito in entrambe le direzioni.

D: Credi che siamo ancora capaci di vivere nella realtà? Internet è di giorno in giorno più importane e ci sono anche alcune malattie di dipendenza dalla rete. Cosa ne pensi?
R: Penso che ci sia il pericolo di scambiare le relazioni virtuali per relazioni reali; dopo tutto, le relazioni al computer sono talmente più facili da controllare... Forse è per questo che certe persone diventano dipendenti dai loro siti. Ma la maggior parte della gente conosce la differenza...

D: Pensi sia più semplice vivere in Internet che vivere nella vita reale? Forse è per questo motivo che molta gente passa così tanto tempo nel web?
R: Internet dona un accesso facile e rapido alle persone di tutto il mondo. Rende possibili cose che in altre circostanze non sarebbero mai possibili. Ma voler spendere tutto il tuo tempo nel mondo virtuale è, di norma, segno che nella tua vita reale c'è qualcosa che non va...

D: Parliamo di musica. Suoni in una band e ne Il ragazzo con gli occhi blu usi le canzoni per sottolineare lo stato d'animo del protagonista. E' importante, per te, la musica? Queste canzoni indicate nel libro sono le tue canzoni preferite, o semplicemente delle canzoni particolarmente indicate per il capitolo?
R: Molti gusti del protagonista sono simili ai miei, ma l'obiettivo delle playlist è principalmente quello di indicare lo stato emotivo del narratore in quel punto del libro, e dona indizi su cosa sta per succedere.

D: Siamo quasi alla fine. In novembre sarai in Italia. Incontrerai i tuoi lettori?
R: Lo spero!

D: Sai dove andrai? Nord, sud, entrambi?
R: Non ne sono ancora sicura. Il mio itinerario sarà caricato sul sito non appena l'avrò sotto mano.

D: A cosa stai lavorando? So che hai finito la prima bozza di Runelight... come sta andando? E dopo questo libro, cosa stai pianificando per noi?
R: Tendo a non parlare mai dei progetti correnti, almeno fino a quando non sono quasi finiti. Mi spiace!

lunedì 5 luglio 2010

Joanne su facebook

Cavalcando l'onda della sua 'dipendenza da web', la nostra Joanne Harris ha creato il suo personale profilo su Facebook. Se anche voi siete iscritti al social network e volete farvela amica...