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martedì 27 maggio 2008

La mia intervista personale!

Ebbene sì, ho mandato, tramite mail, una piccola serie di domande a Joanne Harris e lei ha avuto la gentilezza di rispondere. La ringrazio infinitamente e non posso che augurarle il meglio. Di seguito domande e risposte:

D: Puoi dirmi tre aggettivi che meglio ti descrivono?
R: Lunatica. Introversa. Ostinata.

D: Perché scrivi libri? È una necessita, un piacere, semplicemente un lavoro o cosa?
R: Scrivo perché sento di doverlo fare.
D: Scrivere è un lavoro difficile?
R: A volte. Ma se non lo fosse, varrebbe la pena farlo?

D: Secondo la tua opinione, per scrivere un romanzo è più importante la disciplina o l’ispirazione?
R: Non penso alla disciplina. Lo faccio perché è divertente.

D: Sei spaventata dalla mancanze di ispirazione?
R: Sempre.

D: In tutti i tuoi libri, eccetto Le parole segrete (Runemarks), usi la prima persona. Perché?
R: Perché mi piace cercare di entrare nella mente dei miei protagonisti, per elaborare il perché queste persone fanno ciò che fanno. È più facile fare questo con lo prima persona.

D: In Le scarpe rosse dici che si possono imparare molte cose riguardo una persona anche solo guardando le scarpe che questa indossa. Che tipo di scarpe porti?
R: Per lo più Converse o stivali.

D: Noi tutti conosciamo l’importanza del cibo nei tuoi libri, ma che tipo di cuoca sei tu?
R: Una cuoca di corsa! Tendo a fare cose che sono semplici e veloci.

D: Nei tuoi ultimi lavori, La scuola dei desideri e Le scarpe rosse, ho come l’impressione che tu stia esplorando un lato oscuro dell’essere umano, molto più che nei tuoi precedenti romanzi. Cosa ne pensi?
R: Penso tu abbia ragione. Sono sempre stata attratta dal lato più oscuro della storia, e mi piace scrivere del personaggio più complicato, quello più difficile.

D: Ed ora, so che questa è una domanda poco gentile, ma mi piacerebbe sapere se c’è, tra i tuoi romanzi, uno che ami di più, e anche uno che ti piace di meno.
R: Sono particolarmente affezionata a Le parole segrete perché è stato molto divertente scriverlo. Ma sono affezionata anche a quello che mi piace di meno; non penso che The evil seed sia particolarmente buono (avevo solo diciannove anni quando l’ho iniziato!) ma ci sono affezionata in quanto è stato il primo.

D: Se tu potessi essere un personaggio di un romanzo, chi ti piacerebbe essere?
R: Loki (un personaggio di Le parole segrete), perché riesce sempre a cadere in piedi.

D: E ora possiamo parlare un po’ del tuo ultimo libro: Le parole segrete. Cosa devono aspettarsi, i tuoi lettori italiani, da questo romanzo, il primo completamente fantasy?
R: A dire il vero c’è molto terreno familiare, in qualche modo, sebbene sia la prima volta che io provo qualcosa di così fantasy. Ma ci sono dei temi che i miei lettori possono riconoscere: la ragazza che crea problemi, non accettata dalla sua comunità, un conflitto con un grande gruppo religioso e patriarcale, un sacerdote intollerante, magia, viaggi, folklore, storie, sogni e i loro poteri.

D: Oggigiorno siamo abituati a classificare tutto. Pensi che Le parole segrete sia davvero un libro per ragazzi, o piuttosto un romanzo per tutte le età?
R: Cerco di non classificare mai, specialmente da quando, facendo questo, escludo certi lettori. Questo è un libro per tutti e ho ricevuto lettere di apprezzamento da tutti i tipi di persone, giovani e anziane.

D: Ho letto che verrai in Italia a Novembre. Sarà per promuovere Le parole segrete? Incontrerai I tuoi lettori in quell’occasione?
R: Sì, verrò per la promozione. E davvero non vedo l’ora. I lettori italiani sono sempre così accoglienti e affettuosi… mi sembra quasi di tornare a casa.

D: Quali sono i progetti per il tuo futuro? Cosa stai scrivendo?
R: Un seguito di Le parole segrete e una sorta di romanzo poliziesco, con il quale sono in lotta.

D: Durante l’ultima fiera internazionale del libro di Torino, ci sono state molte polemiche riguardanti la scelta di Israele come paese ospite. Credi che politica e libri siano due cose ben distinte? È corretto manifestare contro la fiera per questioni politiche, quando i protagonisti dell’evento sono dei libri? Qual è il confine tra cultura e politica?
R: penso che le storie, come lo sport, dovrebbero stare al di là del mondo della politica. Inoltre, i libri illuminano le persone; la messa al bando o le restrizioni rendono semplicemente peggiori le cose.

lunedì 26 maggio 2008

Una nuova intervista

Eccovi la traduzione di un’intervista di Nancy Gilson apparsa sul Columbus Dispatch. Si parla di scarpe rosse, cioccolato e…

D: Hai sempre avuto l’intenzione di scrivere un seguito di Chocolat?
R: No. È stato qualcosa che è semplicemente accaduto. Non credo sia realmente un sequel. Non è per niente simile al precedente. Penso possa essere letto separatamente. Non hai bisogno di conoscere Chocolat.

D: La parte riguardante la madre di Vianne in Le scarpe rosse non contrasta con la storia del film Chocolat?
R: Sicuramente, ma non ho scritto io il film. L’ho scritto come un seguito del libro, non del film.

D: Hai in progetto un altro libro con questi personaggi?
R: E’ difficile dirlo. È passata una certa quantità di tempo tra la stesura di Chocolat e quella di questo libro. Molto probabilmente, se ci sarà un seguito dovrà passare lo stesso lasso di tempo. C’è sicuramente molto altro da trovare nel personaggio di Anouk e, naturalmente, ora c’è un’altra figlia.

D: Ti è piaciuto il film di Chocolat?
R: Credo abbia funzionato bene. Era inevitabile che venissero fatti un certo numero di cambiamenti e che la trama venisse resa più lineare, con più enfasi sulla storia d’amore. E hanno minimizzato le scene più cupe e marginali.
Credo fosse un cast quasi perfetto. La qualità del casting, della regia, dei costumi era meravigliosa.

D: Hai ricevuto critiche per aver trattato temi come la stregoneria?
R: Sì. Ma ci sono molte persone pazze nel mondo. Ho preso nota, ma non ci ho fatto troppa attenzione. Ci sono persone che dell’interpretare l’Onnipotente hanno fatto la loro vita, e alcune di loro sembra abbiano bisogno di dire: “Hey, non raccontare favole ai nostri bambini.”

D: Cosa ti ha fatto scrivere Runemarks (Le parole segrete)?
R: E’ cominciato tutto come un esperimento. Non era pensato per la pubblicazione, ma mia figlia lo trovava divertente. Erano una serie di favole della buonanotte… e lei ne voleva ancora e ancora. Lei aveva nove anni all’epoca, ora ne ha quattordici. Il libro ha avuto una reazione eccellente da parte dei ragazzi e dei lettori di tutte le età. Il pubblico del fantasy è estremamente ampio. Ho ricevuto una lettera da una signora di novant’anni che diceva che quello era il suo primo romanzo fantasy e mi chiedeva di muovermi e scrivere il sequel perché a lei non resta poi molto tempo… un seguito è probabile.

D: Quali autori ammiri e leggi?
R: Oh, molti: Ray Bradbury, Nabokov, Dickens. Leggo sempre cose nuove e scopro cose più vecchie.

D: Cosa ti piace delle letture in pubblico?
R: E’ una bella opportunità per interagire coi lettori. Non si ha spesso questa opportunità. Il commento più onesto che si riceve è quello del pubblico. Non puoi fidarti dei critici e dei professionisti del mestiere. Il pubblico valuta con la propria testa.

D: Ti piace la cioccolata?
R: Naturalmente. Mangio ogni tipo di cioccolato. Trovo che avendo scritto di questo argomento, la gente me ne regala una gran quantità. Mi piace il cioccolato di qualità.

D: Il tuo preferito?
R: Le ciliegie ricoperte di cioccolato.

D: Continui a suonare il basso in una band?
R: Sì. Suono nella stessa band da quando avevo sedic’anni. Non suoniamo in pubblico molto spesso. Non abbiamo un nome. Ammeno che tu non esca a suonare, non hai bisogno veramente di un nome.

venerdì 23 maggio 2008

The Evil Seed: prime immagini!

Eccovi la direzione che sembra stia prendendo la copertina inglese della ristampa del primo romanzo in assoluto della Harris. L'autrice, tramite le pagine del suo mySpace, rivela di non gradirla molto, ma c'è ancora tempo per molti cambiamenti. La data di pubblicazione (logicamente in lingua originale) che sembrava inizialmente orientata verso settembre, non è ancora stata rivelata.



domenica 18 maggio 2008

Le parole segrete

Ecco quello che sembra essere il titolo italiano per Runemarks. Da poco è infatti apparsa, sul mySpace dell'autrice britannica, la copertina nostrana del suo romanzo fantasy, una copertina dove ben campeggia questo titolo... eccovela in anteprima: