per chi ama i libri di Joanne Harris

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venerdì 13 aprile 2012

Prima recensione per Peaches for Monsieur le Curé

Come ormai saprete, il nuovo romanzo di Joanne Harris, e terzo volume della serie iniziata con Chocolat, Peaches for Monsieur le Curé, approderà in tutte le librerie inglesi a partire dal prossimo 24 Maggio.
La storia sembra promettere estremamente bene e, a confermarci queste sensazioni positive, arriva la prima recensione del libro, apparsa recentemente sul sito New Books.
Io ve l'ho tradotta qui di seguito, con il solo scopo di farvi ingolosire ancora di più!


L'ultimo romanzo di Joanne Harris ci riconduce al famigliare paesino di Lansquenet-sous-Tannes per il terzo capitolo dell'assai popolare serie di Chocolat.

Vianne Rocher viene riportata al paesino da un'inaspettata lettera di un vecchio amico. Quasi subito, quando arriva, si sente travolta dalla corrente del luogo, come se non fosse mai stata via.

Anche così però, alcuni drastici cambiamenti hanno avuto luogo da quando se n'è andata e nuove tensioni e misteri stanno rendendo l'atmosfera tesa, aiutati anche dal bizzoso vento dal quale Vianne sembra non riuscire a fuggire.

I fan della serie non rimarranno delusi. Il libro fornisce un ottima chance per ritrovare i personaggi famigliari e Joanne Harris tesse il tutto con la sua solita magia di profumi e gusti: il forte tema dei sensi è soddisfacentemente prevalente.

Lo svolta, in questa storia, è la decisione di Joanne Harris di affrontare il tema del come la religione dell'Islam può essere usata in alcune comunità come scusa per un certo tipo di segregazioni e comportamenti. E' un soggetto coraggioso da approcciare, per l'autrice, ma lei l'ha fatto con successo e in un modo tutto suo. Ha introdotto una trama con snodi e segreti tipici del suo stile. Il niqab appare con forza nella trama, un articolo disegnato per nascondere chi lo indossa dalla vista. Nonostante questo, Joanne Harris disegna i suoi personaggi Musulmani così bene che i loro vestiti non fanno differenza, per quanto noi riusciamo a conoscerli bene.

Ci sono molti aspetti in questa storia, alcuni dei quali si concludono bene, mentre danno l'impressione che ci potrebbe essere qualcos'altro da dire. Io lo spero, perché leggere un romanzo di Joanne Harris sembra sempre una sorta di regalo speciale, e quando ci permette di rendere nuovamente visita ai suoi personaggi che noi conosciamo e amiamo, il piacere è anche maggiore.

Questo romanzo sicuramente affascinerà i fan dei precedenti lavori dell'autrice. A causa di certi 'fili' è consigliabile che il lettore conosca già Chocolat e, meno importante ma sempre d'aiuto, Le scarpe rosse. Comunque, grazie all'appassionante approccio a un soggetto controverso, il libro potrebbe essere un eccellente scelta per i book club, soprattutto per i molti temi che possono dare il via a una discussione. E raccomandato a tutti.

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venerdì 14 gennaio 2011

Recensione di Book Passion

Cari lettori, oggi interrompo il silenzio e la scarsità di notizie per farvi leggere una bella recensione a Il ragazzo con gli occhi blu, scritta da Book Passion e che potete andare a leggere in originale sul gruppo facebook o sul blog.
Buona lettura!


Dunque l'autrice di oggi mi ha davvero dato tante soddisfazioni. Ha uno stile eloquente perchè capisco che ha un bagaglio culturale davvero capiente.

Ci sono tantissimi rimandi ai capisaldi della letteratura e della cultura in genere.

Ha un modo tutto suo di dirci le cose e ha puntato su una storia abbastanza moderna.

Blueyedboy è un nickname, ormai tutti sappiamo cos'è e sicuramente ne abbiamo uno (Lo stesso Books Passion per me lo è). Di lui sappiano una verità molto frammentaria. La stessa autrice non ci rivela tutto subito, ma semina tessere per la strada che noi via via dobbiamo raccogliere e assemblare alla fine. Un po' come le briciole di pollicino che ci condurranno alla fine del percorso. Indenni? Questo è molto personale... io sono rimasta scombussolata e confusa: questo Blueyedboy mi ha fatta fluttuare in un mare in tempesta sbattendomi dove voleva.

Questo ragazzo scrive nel suo blog personale dove pare racconti la sua verità e in un blog pubblico: badguysrock in cui si diletta con una fiction... omocida, sì perchè in questa fiction si scaglia, uccidendo, coloro che gli rendono la vita impossibile... ma l'oggetto vero della sua rabbia è sua madre... i motivi saranno tanti. BB (blueyedboy) è un 40enne apparentemente normale, che conduce una vita ordinaria, ma insoddisfatto e oppresso dalla figura imponente di sua madre. Il suo destino è intrecciato ad altri personaggi della sua infanzia.Quanto c'è di vero in ciò che scrive?
Pieno di colpi di scena, originale nello stile e nella trama, è un libro che va letto perchè è davvero un buon libro, tutt'altro che scontato.

Ve lo consiglio caldamente.



E voi? L'avete letto alla fine?
Cosa ne pensate?

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lunedì 29 novembre 2010

sabato 27 novembre 2010

giovedì 11 novembre 2010

Intervista + recensione

Oggi, su Zebuk.it, è apparsa une piacevolissima intervista alla nostra Joanne Harris. Si parla de Il ragazzo con gli occhi blu, ma non solo. Cliccando QUI potrete leggere anche voi le risposte dell'autrice.

Inoltre, su LibriBlog una nuova, bellissima recensione, sempre de Il ragazzo con gli occhi blu.

E voi, l'avete letto il libro? Cosa ne pensate?



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lunedì 8 novembre 2010

Recensioni

Oggi vi do anche un paio di link relativi a delle recensioni de Il ragazzo con gli occhi blu. Io cercherò di tenervi aggiornati su tutte le recensioni che trovo, ma se voi le scovate prima di me, segnalatemele pure. Grazie.

QUI l'intervista apparsa su Zebuk.it
QUI, invece, quella apparza su WUZ

Buona lettura!
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giovedì 4 novembre 2010

venerdì 23 aprile 2010

'blueeyedboy': mia recensione.

Ecco, non l'ho mai fatto prima, ma questa volta voglio recensire anche io un libro della Harris, e in questo caso voglio recensire l'ultima creatura di questa meravigliosa autrice, un libro che giungerà sui nostri scaffali probabilmente solo verso fine anno.


Finito! Finito ieri sera e... WOW!
Sì, è vero che io adoro follemente i lavori della Harris, però credo anche di essere in grado di capire se un libro è più o meno buono e blueeyedboy, almeno a mio avviso, è davvero mooolto buono.

La trama ed altre curiosità le trovate a questo post.

Leggendo nel web le varie recensioni dei giornali, mi sono accorto che, spesso, per presentare questo libro, si parla di un 'cambio di direzione' da parte della scrittrice... beh, sempre a mio avviso, non c'è niente di più sbagliato. Joanne Harris ha sempre 'cambiato direzione', quasi ogni suo libro è diverso dal precedente e credo che ognuno possa accorgersene. Ma se, evidentemente, non sono in grado, allora...
Esordisce con un libro sui vampiri (Il seme del male), continua con un libro che, non dico sia gotico come il precedente, ma sicuramente tremendamente oscuro e, in un certo senso, artistico (II fante di cuori e la dama di picche). Poi arriva Chocolat, libro meraviglioso che con i due precedenti ha poco a che spartire. Tutti sanno di cosa parla, non serve riassumere. Poi, pur rimanendo in Francia, la Harris esplora un ambito molto più 'rurale' e 'realistico' (Vino, patate e mele rosse). Cinque quarti d'arancia, altro capolavoro, ci catapulta nella guerra con la guerra. La spiaggia rubata è una sorta di fiaba moderna in cui, senza nessuna magia, gli uomini riescono a spostare perfino una spiaggia. La donna alata, forse il mio preferito, è forse quello in cui più di tutti si parla di fuga. In Profumi, giochi e cuori infranti, la Harris sorprende con racconti intensi e bellissimi che arrivano a toccare l'horror. Con La scuola dei desideri viene affrontato per la prima volta un vero e prorpio thriller e le sorprese non mancano. Poi si ritorna a Vianne Rocher con Le scarpe rosse, un libro che si scosta di molto da Chocolat, che è carico di magia e di oscurità. Le parole segrete è un fantasy puro, al 100%, in cui le leggende nordiche vengono abilmente rievocate. Quindi... blueeyedboy, che potremmo definire thriller psicologico, può essere davvero considerato un cambio di direzione? Mah, io non credo proprio.
E poi, se proprio vogliamo, le tematiche tipiche della Harris ci sono tutte: l'emarginato che cerca di trovare se stesso, il rapporto madre-figlio, che in fondo è già stato ben visto in Cinque quarti d'arancia e ne Le scarpe rosse, il lato oscuro delle persone, da sempre presente nei romanzi della Harris... insomma, si riesce tranquillamente a riconoscere la penna da qui quest'opera proviene, una penna che ad ogni lavoro si sa rinnovare, sa cambiare.

blueeyedboy è senza ombra di dubbio il libro più oscuro di questa autrice. La Harris ha sempre ammesso di prediligere le figure oscure, molto più interessanti da descrivere, e negli ultimi libri ha esplorato sempre più questo lato della natura umana, ma con blueeyedboy si è spinta ancora più avanti, indagando forse più a fondo.
B.B. è una figura molto complessa. E' cattivo, ma allo stesso tempo non lo è. Vuole realizzare le aspettative della madre, ma allo stesso tempo vuole ucciderla. Vuole uccidere ma non può. Vuole vivere libero, ma la sua unica libertà sta su internet...
Il libro poi è strutturato abilmente. Lo stile meraviglioso della Harris si sussegue in capitoli che sono post pubblici in forma di racconto e in post privati che, a volte, hanno il compito di confonderti leggermente. La Harris ti fa credere una cosa, ma poi ti informa che quello che hai pensato fino ad ora è sbagliato e, per concludere, anche quello che pensava B.B. era sbagliato.

Credo che questo libro la Harris abbia esplorato in maniera ottima il problema dell'identità, un argomento molto caro all'autrice. Spesso noi vogliamo essere un certo tipo di persona, ma a volte non ci riusciamo e quindi cadiamo o ci illudiamo di essere quello che non siamo. Noi crediamo di conoscere le persone che ci stanno accanto, ma le conosciamo davvero? Crediamo di essere 'superiori', ma lo siamo davvero? Vorremmo essere, in qualche modo, speciali, ma spesso non lo siamo.
Ma poi si parla anche di ossessione. Tutti siamo ossessionati da qualcosa, chi più e chi meno. Qui, l'ossessione, un po' come ne Il seme del male, raggiunge dimensioni pericolose.
Ma non dimentichiamoci delle aspettative. Ah, le aspettative! Ognuno di noi, immagino, ha avuto la sua dose di aspettative sulle spalle. Tutti dobbiamo reggere le aspettative altrui. A volte, le aspettative possono davvero far male, come nel caso di blueeyedboy.
E poi c'è il mondo di internet, il mondo virtuale in cui il protagonista si rifiugia per essere finalmente libero, per essere se stesso.

In somma, Joanne Harris racconta una storia tremendamente oscura e finisce col parlare un po' di tutti noi. Nota da non tralasciare, credo che questo sia il primo libro della Harris in cui il finale non è affatto happy.

Ora attendo la versione italiana per godermelo maggiormente e per rigustare la stupenda creatura di questa autrice che mi sa sempre stupire, che non è mai banale ma sempre intelligente. blueeyedboy è altamente consigliato. Davvero altamente consigliato.
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venerdì 5 febbraio 2010

mercoledì 7 gennaio 2009